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Vivere oltre la paura
Come sviluppare le nostre risorse per generare qualcosa di nuovo

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In questo momento di grande incertezza globale, il tema della paura è senza dubbio di grande attualità e forza: paura per il proprio lavoro, per il futuro e soprattutto paura per la salute.

E quello che tutti ci chiediamo è: come posso trovare le risorse per generare qualcosa di nuovo?

Ce ne parlano in questo video il nostro Ing. Giuseppe Salamone e la Dott.ssa Chiara Matteoli.

 

I 3 passi per vivere oltre la paura

La paura è una delle emozioni basilari insite nell’uomo dalla nascita, una reazione naturale di fronte a un pericolo, più o meno grande, più o meno imminente.

È imprescindibile e ciascuno di noi si ritrova nella propria vita ad avere paura, in un modo o nell’altro.

Quello che però  fa la differenza è come reagiamo e soprattutto cosa ne facciamo.

Come negli animali, che ritrovano il loro stato di quiete una volta scampato il pericolo, dobbiamo imparare a non farci sopraffare da questa emozione.

La paura deve diventare uno strumento di trasformazione. È necessario liberarsi di tutti quegli adattamenti passivi che non ci appartengono per trasformarli in resilienza.

 

Il primo passo: consapevolezza e voglia di cambiamento
 

Il primo passo è sicuramente la voglia di cambiare e di sviluppare il proprio potenziale. La condizione primaria per far sì che ciò accada è la nostra salute

La salute rappresenta un equilibrio dinamico tra la capacità di reazione del nostro organismo e del nostro sistema immunitario e i fattori stressanti.

I fattori di stress possono provenire sia dall’esterno (stress ambientale), come lo smog, il rumore o l’inquinamento dell’aria interna ma anche dalle nostre relazioni quotidiane, private o lavorative.

 

Il secondo passo: ridurre i fattori di rischio esterni
 

Esiste una stretta relazione tra lo stress ambientale e molti dei nostri malesseri quotidiani, che si riscontrano sia in ambiente lavorativo che domestico.

Secondo alcuni studi trascorriamo almeno il 90 % del nostro tempo in ambienti confinati:

  • Il 55% nelle nostre case
  • Il 30% nell’ambiente di lavoro
  • 5% in altri luoghi dedicati al tempo libero (cinema, ristoranti, pelestre,..)

La nostra generazione è considerata infatti la prima indoor generation.

E vista la quantità di tempo che passiamo in luoghi chiusi è fondamentale prendersene cura, eliminando o minimizzando tutti i fattori di rischio sia per la nostra sicurezza che per la nostra salute.

 

 

La sicurezza dell’habitat

“La sicurezza è la sensazione di certezza rispetto al fatto che, almeno a breve termine, non ci succeda qualcosa che metta in pericolo la nostra vita o che ci faccia provare dolore.” 

I Segreti dell’Habitat Felice - Giuseppe Salamone

 

Una corretta e consapevole progettazione delle strutture e degli impianti è certamente fondamentale e imprescindibile per salvaguardare la nostra vita all’interno degli spazi che viviamo quotidianamente.

Esistono però anche numerosi accorgimenti che possiamo adottare per ridurre il rischio di incidenti domestici di qualsiasi tipo, come abbiamo spiegato in questo articolo sulla Sicurezza dell’habitat.

Anche a livello inconscio sentire di abitare in una casa più sicura ci rende inevitabilmente più sereni.

 

La salute dell’habitat

Quando si parla di Salute dell’habitat gli elementi che generano stress sono legati a fattori fisici, chimici e biologici. Passare molto tempo in ambienti chiusi significa essere maggiormente esposti a questi fattori di inquinamento indoor. Ancor più in questa stagione dell’anno e in questo periodo che stiamo vivendo.

La presenza di umidità, muffe o polveri, ad esempio, può provocare nel tempo l’insorgere di problemi respiratori e allergie, sempre più frequenti anche nei bambini più piccoli.

Esistono poi altri fattori, meno visibili ma altrettanto dannosi per la salute, come i campi elettromagnetici. Una buona e semplice abitudine è quella di staccare tutte le connessioni e gli apparecchi elettronici nella camera da letto, almeno quando si dorme.

 

Il terzo passo: migliorare la propria capacità di reazione
 

Altrettanto importante è lavorare sulla nostra capacità di reazione agli eventi esterni, sia dal punto di vista fisico, che emotivo.

Per fare questo ci possiamo basare su tre pilastri:

1. Segui uno stile di vita sano

Movimento (dallo sport alla semplice passeggiata nella natura) e rispetto dei ritmi biologici del nostro corpo sono fra gli elementi principali per uno stile di vita sano. Particolarmente importante è il rispetto del sonno: dormi a sufficienza, cerca di rispettare sempre gli stessi orari ed elimina ogni elemento di disturbo dalla camera da letto.

2. Scegli un'alimentazione equilibrata

Segui un’alimentazione equilibrata in base alla tua struttura fisica e alle attività che svolgi e soprattutto scegli cosa mangiare: prediligi frutta e verdura di stagione e prodotti locali, impara a leggere le etichette e dai importanza al momento del pasto.

3. Coltiva le relazioni e cura lo sviluppo personale.

La cura del corpo e una buona alimentazione sono sicuramente importanti ma c’è dell’altro. Uno stile di vita sano e positivo comprende non solo la cura del corpo ma anche della mente come ad esempio coltivare relazioni positive, ricavarsi del tempo libero per fare ciò che davvero ci piace, imparare ad ascoltarsi e gestire le proprie emozioni.

 

 

La paura fa parte di noi ma è importante saper reagire, distaccandosene per riprendere la propria vita quotidiana, con serenità.

Momenti di chiusura, anche forzati, come quello che stiamo vivendo devono essere la spinta per rigenerarsi, a casa come al lavoro.

 

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